Reincarnazione

Credeva fermamente nella reincarnazione
E pensava che sarebbe stato un fulgido leone
Mentre stranamente tendeva a sottovalutare
Di reincarnarsi in un lombrico buono per pescare
E finire in padella in una carpa di modesta dimensione

Divina


Irene Papas

Nessuno di noi riusciva a sostenere
Lo sguardo di quegli occhi sibillini neri
Sempre composta elegante severa
La sua persona emanava un aura austera
Una divinità a cui rivolgere un’umile preghiera

La mappa

La grande mappa appesa alla parete
Era percorsa da una fitta inestricabile rete
Quasi una profezia di viaggi infiniti
Fra valli profonde e picchi arditi
Da percorrere con stupore in silenzio rapiti

Il simposio

Senza mancare a nessuno di rispetto
Salutò tutti e se ne andò a letto
La conversazione era diventata noiosa
Più maldicenza che cronaca rosa
Pane per i denti della diletta sposa