Il corpetto

Corpetto non è tanto un grazioso vezzeggiativo
Ma piuttosto un vero e proprio sostantivo
Un tempo era parte della biancheria nascosta
Oggi le belle signore lo portano in bellavista
Promuovendolo a capo elegante e seduttivo

Candore

Ai tempi in cui la giovane contadina
Si cospargeva le guance di bianca farina
Mascherando l’abbronzatura per pudore
E apparire in viso come le belle signore
Era molto diverso anche il concetto di candore

Fuori dal guscio

Volare nuotare camminare strisciare rotolare
Sono i modi che si offrono a chi si vuole spostare
Ma anche pensare immaginare sognare
Per uscire dal proprio guscio senza faticare
Non sono certo opzioni da dover scartare

La vita

Quel mistero delle cose che chiamiamo vita
Con il tempo si assottiglia e sfugge tra le dita
È naturale e non ci deve angosciare
Quando è l’ora bisogna lasciarla andare
Sarebbe stolto e inutile volerla fermare

Princeps


Augusto (di Prima Porta)
Marciando diritto sulla linea del suo vantaggio
Come ricerca il sapere l’uomo saggio
Aveva accumulato grandi ricchezze e onori
E causato altrui indicibili pene e dolori
Circondato da una gregge di vili adulatori

La candela



Quando mancava la luce di sera
Cominciava la ricerca di una candela
Poi con uno zolfanello veniva accesa
E una luce da cantina di nuovo si diffondeva
Ma era l’ombra ballerina che prevaleva

La badante




Non so che farmene di una badante
Che spolvera i libri e innaffia le piante
Una povera donna che ha dovuto lasciare
La sua famiglia in un gelido casolare
Dove ogni notte sogna di tornare