Starbuck

Starbuck ufficiale baleniere in “Moby Dick”
La sua particolare superstizione nasceva
Pių dall’intelligenza che lo distingueva
Che dall’ignoranza comune ai marinai
Che a prodigi e credenze attribuiscono i guai
L’oceanica solitudine alla superstizione lo spingeva

Panurge

Panurge
Mentre pantagrueliche ribalderie rifilava
Alla dama che intemerata lo ascoltava
Con destrezza e un coltello affilato
Le rubò la borsa e il suo contenuto
Fingendo di esserne innamorato

La faccia

Il mangiafagioli – Annibale Carracci.- 1584 – Roma
Aveva la faccia come parlava
Nel suo dialetto si rispecchiava
Aspetto e parole battevano pari
Come nuotano i pesci nei loro mari
Sincero e autentico non si atteggiava

Il bouquiniste

Per quella stradina molta gente passava
Ma quasi nessuno la notava ed entrava
Era una piccola libreria di libri usati
Molto letti sfogliati sottolineati e annotati
Poi dimenticati abbandonati ed infine rinati

Novax

Eminenti studiosi di ogni paese
Concordi e senza badare a spese
Studiarono un vaccino contro l’ignoranza
Per dissiparla in ogni luogo e circostanza
Ma il compito si rivelò senza speranza

Accademia

Scuola di Atene – Raffaello – Città del Vaticano
All’Accademia scopertamente indirizzato
Era un libro molto sapiente ed informato
Con un apparato di note e citazioni smisurato
A scanso di ogni brutta sgradita sorpresa
Per leggerlo indossavo la toga doverosa

Missing

Sul sentiero della verità arrancava
Con cauti lenti passi arrampicava
Nascosta sotto i sassi la cercava
Ma più scavava meno la trovava
Se pur c’era nascosta non si rivelava

Novantesimo minuto

Italia-Germania 4-3 – Mondiali 1970
Davanti al televisore erano tutti fermi a guardare
Non volava una mosca anche lei era ferma a sbirciare
Davanti allo schermo la concentrazione era totale
Perfino il cane sembrava inchiodato povero animale
Poi sarebbe esplosa una sfrenata baraonda infernale

Il faccendiere

Un genio non era con la sua aria da faccendiere
Faticava a fare un cerchio anche col bicchiere
Ma per gli intrallazzi le calunnie e le spiate
Aveva le orecchie e la bocca superattrezzate
Tracciava a mano libera le infamie più spietate