Ombre

Elegante e dimesso come l’ombra delle foglie
Trascorreva il suo tempo senza rimpianti né voglie
In un aiuola fiorita coltivava i suoi ricordi lontani
Ciclamini margherite primule viole ma non tulipani
I loro turgidi arroganti colori li trovava pacchiani

Mantra

Come un mantra scolorito e dismesso
Ripeteva un verso incompleto e sconnesso
Non era un lamento né un’invocazione
Non aspettava risposta né spiegazione
Gorgogliava sommesso senza ragione

Telepatia

Un giorno scoprì che con la sua telepatia
Poteva frugare nei cervelli come una spia
Ma passato il divertimento iniziale
Capì che leggere gli altri le faceva male
E si ritorceva sul suo equilibrio mentale

La vaccinazione

Adesso che paura sconcerto e sorpresa
Sono sbiadite e non fanno più presa
Ormai la sola speranza che ci resta
Per uscire da questa macabra festa
È un buchetto in un braccio come estrema difesa