Quante tortillas al kilometro consuma il tuo fuoristrada?

Il cibo più poplare messicano è la tortilla: una focaccia sottile fatta di farina di mais impastata con l’acqua e cotta su di una piastra rovente. Il mais è la cultura più importante non solo del Messico, ma di una vasta area americana a cavallo dell’equatore, ma sfortuntamente, la produzione locale è inferiore al consumo e la resa delle tradizionali varietà di granturco va dalle 2 alle 5 tonnellate per ettaro contro le 9 o 10 di alcune varietà transgeniche.

In quest’area geografica, pertanto, il problema dell’introduzione di mais OGM è molto serio e dibattuto ancora più che altrove, se si pensa che da ottomila anni il granturco è il nutrimento principe delle popolazioni mesoamericane, al punto che nel Popol Vuh, il libro sacro della civiltà precolombiana Maya, si dice che gli dei plasmarono l’uomo usando polpa di mais. Ora questi uomini di mais si trovano fra l’incudine e il martello: da una parte l’aggressiva politica di espansione commerciale delle grandi compagnie nordamericane produtrici di varietà transgeniche ad alto rendimento; dall’altra il timore di veder sparire per sempre decine di varietà autoctone affinate attraverso secoli di selezioni per rispondere meglio alle esigenze alimentari e climatiche mesoamericane.

A complicare ulteriormente il puzzle si è aggiunta da poco la risoluzione dell’Europa d’incrementare significativamente e in tempi brevi il consumo di combustibili di origine vegetale al posto di quelli tradizionali di derivazione fossile, per contrastare l’inquinqmento da anidride carbonica.

Il mais, insieme alla canna da zucchero, all’olio di palma ed altre piante meno esotiche, è considerato, appunto, fra i vegetali più adatti “all’estrazione di benzina vegetale”. In altre parole, il carburante per le auto europee contenderà la materia prima che serve, da milleni, a preparare le tortillas di cui vivono i messicani, soprattutto i più poveri, che già hanno cominciato a manifestare contro i rincari madornali del loro cibo nazionale.

Se, come affermò il meteorologo Lorenz: “… è sufficente il battito d’ali di una farfalla in Brasile a provocare una tromba d’aria nel Texas” non ci vuole una grande immaginazione per predire uragani economici e sociali da mosse tanto destabilizzanti come la conversione di intere aree agricole del mondo da culture destinate all’alimentazione umana ed animale alla locomozione meccanica.

Quante tortillas al kilometro consuma il tuo foristrada, Gringo?