Kindle DX

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gio 07 maggio 2009

L’attesa terza serie dello strumento di Amazon per leggere libri e giornali è uscito oggi con il nome di KINDLE DX, il dx sta per de luxe. E’ stato presentato in pompa magna (si fa per dire) dal padrone di Amazon: Jeff Bezos in persona, in tenuta appena un po’ più formale degli abituali jeans e maglietta scura (sempre gli stessi?) che lo snobbissimo Steve Jobs indossa nelle grandi occasioni pubbliche. Non sappiamo se il guru della mela morsicata indossi una elegante dinner jacket quando cena in casa.

Nel video qui sotto vedi una completa presentazione delle caratteristiche del nuovo oggetto che, pertanto non sto a ripetere. E’ indubbiamente un bel pezzo di… hardware con la sua possibilità di leggere chiaramente, anche in pieno sole, i prestigiosi giornali a cui ci si può abbonare o i tremilacinquecento libri che è in grado di contenere simultaneamente e che si possono acquistare (a 9,90$ ?) fra le centinaia di migliaia presenti nel catalogo Amazon. La maggiore dimensione e la migliore risoluzione permettono una efficace rappresentazione di pagine con figure e grafica; la possibilità di ascoltare con le cuffiette i testi, letti da una voce sintetica, non è certo gradita soltanto ai ciechi, per i quali è una manna; la presenza dell’Oxord dictionary per schiarirsi le idee al volo sulle parole più insolite e quella di Wikipedia sono tutti bonus da non trascurare affatto, ma… ovviamente qualche ma c’è, soprattutto per i non anglofoni residenti negli USA. Il prezzo è imparzialmente negativo per tutti: quasi 500 $. A questo si aggiunga che, per ora (non flagelliamoci dicendo per sempre) i soli giornali e riviste disponibili sono americani e, soprattutto, la linea telefonica per scaricare testi e giornali è fornita da una compagnia americana, che segue standard incompatibili con quelli normali in Europa.

Insomma, festeggiamo pure il nuovo Kindle, per simpatia verso i lettori americani, anche se sembra proprio che noi non tocchi neppure un posto di seconda fila, dietro gl’invitati d’onore. Chissà se un pool di editori nostrani proverà a rischiare qualcosa per non rimanere sempre più marginale in un mercato editoriale che meriterebbe qualche svecchiamento. Le compagnie telefoniche, così solerti nelle battaglie promozionali ingannevoli, non vogliono proprio partecipare ad un mercato che non è solo quello dei tremila “Ti amo. Mi ami?” al mese?
In barba alle deprimenti statistiche, i super-lettori in grado di sgranocchiarsi anche un paio di libri alla settimana, che hanno gli scaffali pieni (e non solo quelli) ci sono anche da noi: basterebbe guardare le lunghe file che si formano al bancone dei prestiti dopo i ponti festivi nella biblioteca della “Sala borsa”, qui a Bologna.
Tema più delicato, ma pur sempre interessante, è quello dell’editoria scolastica e universitaria. Non dubito che editori potenti e lungimiranti come Zanichelli, guardino con qualche interesse ai possibili sviluppi di una nuova forma di pubblicazione dei loro testi, armonizzata con la pubblica istruzione e le Università, purché garantisca ragionevoli guadagni e Kindle sembra avere le caratteristiche per assicurarlo, come dimostra l’adesione di grossi editori americani e mega-librai come Amazon. Vedremo.

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