Il solo che ride

il solo che ride
Ho ricostruito da zero, con un mio collage di qualità piuttosto modesta, una battuta che mi ha fatto molto ridere. Era affissa all’interno della vetrina posteriore dell’edicola che si trova sotto il “portico della morte” a Bologna. Era disegnata con matite colorate su di un foglio A4 insieme ad altre vignette più o meno divertenti tracciate su fogli della stessa misura ed eseguite, apparentemente, dalla stessa mano .
Purtroppo non c’è più. Normale turn-over? Me lo auguro.

Rampolli presidenziali

Veltroni e figlie
Berlusconi e figliLeggo sulle BBC news che un reporter di una tv americana è finito nei guai per aver sostenuto che la signora Clinton avrebbe incoraggiato la figlia Chelsea a partecipare alla campagna elettorale in corso, per catturare voti giovanili. Nello stesso lungo e documentato articolo vengono citate le apparizioni di figlie e figli di altri candidati alla Casa bianca, anche del passato, e gli scandaletti che alcuni rampolli presidenziali hanno provocato (uso di alcoolici in età giovanile, esibizioni in vestiti trasparenti o nudi fotografici per Playboy).
Normalmente però, i figli dei candidati appaiono, belli sorridenti e plasticati, accanto ai genitori, in rassicuranti foto di famglia: quei falsi quadretti di armonia domestica con tanto di camino acceso e animali acciambellati ai piedi che rappresentano la più zuccherosa iconografia della famiglia bianca americana, patriottica, salda nei valori morali ereditati dai Padri Pellegrini e ben provvista di dollari, per ogni evenienza.

Inevitabilmente, mi veniva da pensare ai fatti di casa nostra e alla nostra campagna elettorale in corso. Per fortuna i 2+3 figli del padrone della televisione e le due figlie del suo antagonista, sindaco della città eterna, sono restati fuori dalla mischia, che io sappia.
Nessun cronista televisivo nostrano, in uno slancio di servilismo rampante, si è ancora cimentato in uno “speciale” sui figli dei candidati, per raccattare qualche voto giovanile in più al suo patron.

La domanda è: quanto tempo manca alla discesa in campo dei rampolli presidenziali nostrani?

Cuba libre

Avana - Cuba

Mentre a Cuba un Castro succede all’altro e poco sembra cambiare, solo questa foto ANSA di un tramonto suggestivo all’Avana

Purtroppo io mi sono limitato a rielaborarla un po’ da casa, mentre mi piacerebbe averla scattata sul posto

Come ti gira la coda oggi?

Secondo uno studio di un gruppo di ricerca italiano è possibile capire meglio gli umori di un cane guardando con una maggiore attenzione analitica il suo scodinzolare.
Da quanto ho capito, ad esempio, la prevalenza di uno scodizolamento verso destra indica emozioni positive, mentre il prevalere di movimenti verso sinistra indica una condizione di apprensione, di all’erta, insomma.
Le implicazioni sottintese a queste affermazioni, se veritiere, costituirebbero un altro esempio di come la metà destra e quella sinistra del cervello controllino emozioni differenti anche nei cani, ed evidenzierebbero anche un’atteggiamento di empatia e un intento comunicativo nei confronti degli altri animali, umani, canini o felini che siano.
Su quest’ultimo aspetto, chiunque abbia un cane può concordare toto corde: i cani ci e si parlano con il linguaggio corporeo oltreché con la voce. Sulla connessione di stati emotivi diversi con i diversi movimenti della coda, invece, mi piacerebbe leggere qualcosa di più approfondito e convincente del bell’articolo di “La stampa” a cui rimando.

Ad ogni buon conto, la prossima volta che verrà a trovarci il cane di mio figlio, un cucciolone di una bontà angelica, l’osserverò meglio, anche se la sua bella codona arriciolata mi darà delle gatte da pelare, temo

La Jaguar alla Tata

La Jaguar alla TataPer noi vecchi possessori di una Jaguar classica Made in England, l’annuncio dell’ acquisizione da parte dell’indiana Tata del glorioso marchio inglese è stato un colpo al cuore. Nel futuro della marca indiana, dunque, non c’è solo la Tata “Nano” che ha suscitato tanto scalpore come soluzione per motorizzare gl’indiani nei prossimi anni, ma adirittura la “Jag”, come la si chiamava nelle storielle inglesi a sfondo motoristico.

La globalizzazione non risparmia nessuno, si dirà, ma se qualcuno avesse nutrito qualche dubbio, ora lo può accantonare del tutto.
Gandhi, il Padre della Patria indiana e artefice dell’indipendenza del suo popolo dagli inglesi, aveva tracciato per la sua gente un percorso di affrancamento economico attraverso l’artigianato; ora si è andati ben oltre le sue attese più ottimistiche se l’industria indiana si può permettere di acquisire un marchio il cui valore simbolico è ben superiore a quello economico attuale.
Avanti c’è posto!
Nel mio fotomontaggio il principe Carlo presenta la (mia) Jaguar XJ al Mahatma Gandhi che ne sembra piuttosto soddisfatto

Labirinto di carta

Labirinto
Trovo sull’agenzia ANSA questa bella foto di arte cinese moderna esposta a Pechino in questi giorni.. Il materiale usato per questo “Labirinto” è comune cartone, evidentemente l’autore non si propone di sfidare i millenni.

Inevitabile, ai miei occhi, è il richiamo all’esercito cinese di terracotta “composto da oltre 8.000 guerrieri di terracotta, vestiti con corazze in pietra e dotati di armi. Queste statue erano di guardia alla tomba del primo imperatore cinese Qin Shi Huangdi (di questi sono stati riportati alla luce solo 500 guerrieri 18 carri in legno e 100 cavalli in terracotta).

Il paragone è stridente, tuttavia bisogna considerare che ci hanno lavorato per un decennio700.000 prigionieri , i quali si sono certo divertiti di meno dell’autore del labirinto di cartone e dei suoi occasionali collaboratori che, magari, erano amici suoi.

A me capitò di dare una mano decenni addietro alla realizzazione di una “scultura”. Si trattava di appallottolare foglietti di carta rossa per un’opera di un amico “artista” che esponeva sue creazioni in una galleria di Bologna. Al lavoro eravamo un gruppo di amici e ci divertimmo parecchio, scherzando e ridendo mentre facevamo centinaia di palline di carta, molto approssimative, ma di sicuro effetto, nel loro insieme finale.

Neppure quella scultura sarà oggetto di trepidanti scavi archeologici fra mille anni, temo.

esercito di terracotta