All'indice alfabetico   -  All'archivio mensile   -   Alla galleria d'immagini - Ai miei racconti - Alle mie foto - A Blogger


mar 11 dicembre 2012  Indovinello: Quando in migliaia...

Quando in migliaia formano un nuvolone fitto
sono veramente una proverbiale piaga d'Egitto
Uno solo al maschile è indispensabile al pittore
per appoggiarvi le tela e dipingerla per ore.
Di cosa può trattarsi mio bel signore?


Vam Gogh al cavalletto



Pubblicato da Alessandro C. Candeli (@lec) mar 11 dicembre 2012  Invia un commento all'autore
"Hac re videre nostra mala non possumus; // alii simul delinquunt, censores sumus." (*)

Indirizzo permanente - Al blog più recente -  All'indice alfabetico - Cerca... -   In fondo - All'inizio

Archivio mensile
maggio 2003giugno 2003luglio 2003agosto 2003settembre 2003ottobre 2003
novembre 2003dicembre 2003gennaio 2004febbraio 2004marzo 2004maggio 2004
settembre 2004ottobre 2004novembre 2004dicembre 2004febbraio 2005marzo 2005
aprile 2005dicembre 2005gennaio 2006febbraio 2006marzo 2006aprile 2006
maggio 2006settembre 2006ottobre 2006novembre 2006gennaio 2007febbraio 2007
ottobre 2007novembre 2007dicembre 2007febbraio 2008marzo 2008aprile 2008
maggio 2008agosto 2008settembre 2008ottobre 2008novembre 2008dicembre 2008
gennaio 2009marzo 2009aprile 2009maggio 2009giugno 2009luglio 2009
settembre 2009ottobre 2009novembre 2009dicembre 2009gennaio 2010febbraio 2010
maggio 2010giugno 2010luglio 2010ottobre 2010novembre 2010dicembre 2010
gennaio 2011febbraio 2011marzo 2011aprile 2011maggio 2011giugno 2011
novembre 2011dicembre 2011gennaio 2012febbraio 2012marzo 2012maggio 2012
giugno 2012ottobre 2012novembre 2012dicembre 2012giugno 2013settembre 2013
novembre 2013dicembre 2013gennaio 2014febbraio 2014marzo 2014aprile 2014
maggio 2014giugno 2014settembre 2014ottobre 2014novembre 2014febbraio 2015
marzo 2015maggio 2015ottobre 2015giugno 2016ottobre 2016novembre 2016
dicembre 2016gennaio 2017febbraio 2017

Se temporali madornali non gli fanno dispetto
se ne resta placido in fondo al suo letto
Scende dai monti e si espande in pianura
dove irriga i prati e la messe matura
Allora di cosa si tratta mio bel vispetto?

Moncenisio



Pubblicato da Alessandro C. Candeli (@lec) mar 11 dicembre 2012  Invia un commento all'autore
"Hac re videre nostra mala non possumus; // alii simul delinquunt, censores sumus." (*)

Indirizzo permanente - Al blog più recente -  All'indice alfabetico - Cerca... -   In fondo - All'inizio

Archivio mensile
maggio 2003giugno 2003luglio 2003agosto 2003settembre 2003ottobre 2003
novembre 2003dicembre 2003gennaio 2004febbraio 2004marzo 2004maggio 2004
settembre 2004ottobre 2004novembre 2004dicembre 2004febbraio 2005marzo 2005
aprile 2005dicembre 2005gennaio 2006febbraio 2006marzo 2006aprile 2006
maggio 2006settembre 2006ottobre 2006novembre 2006gennaio 2007febbraio 2007
ottobre 2007novembre 2007dicembre 2007febbraio 2008marzo 2008aprile 2008
maggio 2008agosto 2008settembre 2008ottobre 2008novembre 2008dicembre 2008
gennaio 2009marzo 2009aprile 2009maggio 2009giugno 2009luglio 2009
settembre 2009ottobre 2009novembre 2009dicembre 2009gennaio 2010febbraio 2010
maggio 2010giugno 2010luglio 2010ottobre 2010novembre 2010dicembre 2010
gennaio 2011febbraio 2011marzo 2011aprile 2011maggio 2011giugno 2011
novembre 2011dicembre 2011gennaio 2012febbraio 2012marzo 2012maggio 2012
giugno 2012ottobre 2012novembre 2012dicembre 2012giugno 2013settembre 2013
novembre 2013dicembre 2013gennaio 2014febbraio 2014marzo 2014aprile 2014
maggio 2014giugno 2014settembre 2014ottobre 2014novembre 2014febbraio 2015
marzo 2015maggio 2015ottobre 2015giugno 2016ottobre 2016novembre 2016
dicembre 2016gennaio 2017febbraio 2017
dom 09 dicembre 2012  Guarda la luna

Come dice una canzone degli alpini
che sembra scritta apposta per i bambini
"Guarda la luna come la cammina
e la scavalca i monti e la traversa il mar"
Se non ci credi prova a seguirla in bicicletta
e potrai vedere che non cammina in fretta
se invece non ne hai voglia restala a guardare
quando d'estate sorge dal fondo del mare
Se la vedi tutta tonda in una notte serena
come un sole d'argento, allora è luna piena
Si chiama luna nuova quando è nera come carbone
e lascia tutti al buio, animali e persone.
Per indovinare se sta per crescere o calare
c'è un detto antico che basta ricordare
"Gobba a levante luna calante,
gobba a ponente luna crescente"
Altro non ti racconto sulla luna
ma sappi che guardarla porta fortuna

sorge la luna




Pubblicato da Alessandro C. Candeli (@lec) dom 09 dicembre 2012  Invia un commento all'autore
"Hac re videre nostra mala non possumus; // alii simul delinquunt, censores sumus." (*)

Indirizzo permanente - Al blog più recente -  All'indice alfabetico - Cerca... -   In fondo - All'inizio

Archivio mensile
maggio 2003giugno 2003luglio 2003agosto 2003settembre 2003ottobre 2003
novembre 2003dicembre 2003gennaio 2004febbraio 2004marzo 2004maggio 2004
settembre 2004ottobre 2004novembre 2004dicembre 2004febbraio 2005marzo 2005
aprile 2005dicembre 2005gennaio 2006febbraio 2006marzo 2006aprile 2006
maggio 2006settembre 2006ottobre 2006novembre 2006gennaio 2007febbraio 2007
ottobre 2007novembre 2007dicembre 2007febbraio 2008marzo 2008aprile 2008
maggio 2008agosto 2008settembre 2008ottobre 2008novembre 2008dicembre 2008
gennaio 2009marzo 2009aprile 2009maggio 2009giugno 2009luglio 2009
settembre 2009ottobre 2009novembre 2009dicembre 2009gennaio 2010febbraio 2010
maggio 2010giugno 2010luglio 2010ottobre 2010novembre 2010dicembre 2010
gennaio 2011febbraio 2011marzo 2011aprile 2011maggio 2011giugno 2011
novembre 2011dicembre 2011gennaio 2012febbraio 2012marzo 2012maggio 2012
giugno 2012ottobre 2012novembre 2012dicembre 2012giugno 2013settembre 2013
novembre 2013dicembre 2013gennaio 2014febbraio 2014marzo 2014aprile 2014
maggio 2014giugno 2014settembre 2014ottobre 2014novembre 2014febbraio 2015
marzo 2015maggio 2015ottobre 2015giugno 2016ottobre 2016novembre 2016
dicembre 2016gennaio 2017febbraio 2017
sab 08 dicembre 2012  Il quadernino

Se c'avessi un quadernino
non troppo grosso né piccino
tanto per incominciare
ci disegneri un orso polare
e anche una foca uscita dal mare
che da lontano lo sta a guardare
poi una fila lunghissima di formichine
che portano a casa tante bricioline
poi scriverei una storiella
corta corta ma molto bella
poi lascierei una pagina bianca
perché ormai sono molto stanca
pane burro e marmallata
due quadrettoni di cioccolata
pipì denti e pigiamino
sono pronta per il lettino
bacio al papà bacio alla mamma
corro subito a fare la nanna
perché ho un sonno da morire
e mi scappa di dormire
Buona notte a tutti

quadernino




Pubblicato da Alessandro C. Candeli (@lec) sab 08 dicembre 2012  Invia un commento all'autore
"Hac re videre nostra mala non possumus; // alii simul delinquunt, censores sumus." (*)

Indirizzo permanente - Al blog più recente -  All'indice alfabetico - Cerca... -   In fondo - All'inizio

Archivio mensile
maggio 2003giugno 2003luglio 2003agosto 2003settembre 2003ottobre 2003
novembre 2003dicembre 2003gennaio 2004febbraio 2004marzo 2004maggio 2004
settembre 2004ottobre 2004novembre 2004dicembre 2004febbraio 2005marzo 2005
aprile 2005dicembre 2005gennaio 2006febbraio 2006marzo 2006aprile 2006
maggio 2006settembre 2006ottobre 2006novembre 2006gennaio 2007febbraio 2007
ottobre 2007novembre 2007dicembre 2007febbraio 2008marzo 2008aprile 2008
maggio 2008agosto 2008settembre 2008ottobre 2008novembre 2008dicembre 2008
gennaio 2009marzo 2009aprile 2009maggio 2009giugno 2009luglio 2009
settembre 2009ottobre 2009novembre 2009dicembre 2009gennaio 2010febbraio 2010
maggio 2010giugno 2010luglio 2010ottobre 2010novembre 2010dicembre 2010
gennaio 2011febbraio 2011marzo 2011aprile 2011maggio 2011giugno 2011
novembre 2011dicembre 2011gennaio 2012febbraio 2012marzo 2012maggio 2012
giugno 2012ottobre 2012novembre 2012dicembre 2012giugno 2013settembre 2013
novembre 2013dicembre 2013gennaio 2014febbraio 2014marzo 2014aprile 2014
maggio 2014giugno 2014settembre 2014ottobre 2014novembre 2014febbraio 2015
marzo 2015maggio 2015ottobre 2015giugno 2016ottobre 2016novembre 2016
dicembre 2016gennaio 2017febbraio 2017
ven 07 dicembre 2012  Il monumento

Ad un cavallo di bronzo di pregevole fattura
imposero sulla sella una pesante creatura
benché nessuno gli avesse detto un bel niente
sperava che fosse un eroe o un sovrano potente
ma finché rimase fra gli operai della fonderia
intenti a rifinirlo e lustrarlo per spedirlo via
non sentì neanche una volta pronunciarne il nome
e giorno dopo giorne cresceva la sua delusione
Con il passare delle settimane si era ormai adattato
all'idea che sulla sua groppa stesse un semplice soldato
Quando finalmente venne il giorno della spedizione
e lo ingabbiarono e legarono con estrema attenzione
dai facchini seppe ch'era destinato a piazza maggiore
e almeno questo gli parve segno certo di un grande onore
Il viaggio fu molto lungo lento e tribolato
sotto il suo enorme peso cedeva anche il selciato
ma quando alla fine fu issato sull'enorme piedistallo
si rese conto di non esser più un semplice cavallo
Per anni e secoli a venire, da quel preciso momento
sarebbe diventato per tutti e per sempre "il monumento"

Baerolomeo Colleoni

Monumento a Bartolomeo Colleoni del Verrocchio - Venezia

 




Pubblicato da Alessandro C. Candeli (@lec) ven 07 dicembre 2012  Invia un commento all'autore
"Hac re videre nostra mala non possumus; // alii simul delinquunt, censores sumus." (*)

Indirizzo permanente - Al blog più recente -  All'indice alfabetico - Cerca... -   In fondo - All'inizio

Archivio mensile
maggio 2003giugno 2003luglio 2003agosto 2003settembre 2003ottobre 2003
novembre 2003dicembre 2003gennaio 2004febbraio 2004marzo 2004maggio 2004
settembre 2004ottobre 2004novembre 2004dicembre 2004febbraio 2005marzo 2005
aprile 2005dicembre 2005gennaio 2006febbraio 2006marzo 2006aprile 2006
maggio 2006settembre 2006ottobre 2006novembre 2006gennaio 2007febbraio 2007
ottobre 2007novembre 2007dicembre 2007febbraio 2008marzo 2008aprile 2008
maggio 2008agosto 2008settembre 2008ottobre 2008novembre 2008dicembre 2008
gennaio 2009marzo 2009aprile 2009maggio 2009giugno 2009luglio 2009
settembre 2009ottobre 2009novembre 2009dicembre 2009gennaio 2010febbraio 2010
maggio 2010giugno 2010luglio 2010ottobre 2010novembre 2010dicembre 2010
gennaio 2011febbraio 2011marzo 2011aprile 2011maggio 2011giugno 2011
novembre 2011dicembre 2011gennaio 2012febbraio 2012marzo 2012maggio 2012
giugno 2012ottobre 2012novembre 2012dicembre 2012giugno 2013settembre 2013
novembre 2013dicembre 2013gennaio 2014febbraio 2014marzo 2014aprile 2014
maggio 2014giugno 2014settembre 2014ottobre 2014novembre 2014febbraio 2015
marzo 2015maggio 2015ottobre 2015giugno 2016ottobre 2016novembre 2016
dicembre 2016gennaio 2017febbraio 2017
gio 06 dicembre 2012  Il gippone

In città girava solo sul suo gippone
pavoneggiandosi come un vero sbruffone
non rispettava né maciapiedi né aiuole
sia che piovesse o ci fosse il sole
Faceva la barba all'incauto pedone
per dimostrare chi fosse il padrone
Non contento di queste urbane bravate
uscì di città una mattina d'estate
Insoddisfatto della banale strada assolata
sterzò dentro un orto e calpestò l'insalata
poi sentendosi sempre più sicuro
devastò un campo di grano maturo
e si ritrovò in aperta campagna
a falciare un prato di erba Spagna
ma non si accorse di un innocente dosso
che nascondeva un profondo fosso
dentro al quale finì il suo gippone
sbalzandolo a terra come fosse un pedone

gippone

 



Pubblicato da Alessandro C. Candeli (@lec) gio 06 dicembre 2012  Invia un commento all'autore
"Hac re videre nostra mala non possumus; // alii simul delinquunt, censores sumus." (*)

Indirizzo permanente - Al blog più recente -  All'indice alfabetico - Cerca... -   In fondo - All'inizio

Archivio mensile
maggio 2003giugno 2003luglio 2003agosto 2003settembre 2003ottobre 2003
novembre 2003dicembre 2003gennaio 2004febbraio 2004marzo 2004maggio 2004
settembre 2004ottobre 2004novembre 2004dicembre 2004febbraio 2005marzo 2005
aprile 2005dicembre 2005gennaio 2006febbraio 2006marzo 2006aprile 2006
maggio 2006settembre 2006ottobre 2006novembre 2006gennaio 2007febbraio 2007
ottobre 2007novembre 2007dicembre 2007febbraio 2008marzo 2008aprile 2008
maggio 2008agosto 2008settembre 2008ottobre 2008novembre 2008dicembre 2008
gennaio 2009marzo 2009aprile 2009maggio 2009giugno 2009luglio 2009
settembre 2009ottobre 2009novembre 2009dicembre 2009gennaio 2010febbraio 2010
maggio 2010giugno 2010luglio 2010ottobre 2010novembre 2010dicembre 2010
gennaio 2011febbraio 2011marzo 2011aprile 2011maggio 2011giugno 2011
novembre 2011dicembre 2011gennaio 2012febbraio 2012marzo 2012maggio 2012
giugno 2012ottobre 2012novembre 2012dicembre 2012giugno 2013settembre 2013
novembre 2013dicembre 2013gennaio 2014febbraio 2014marzo 2014aprile 2014
maggio 2014giugno 2014settembre 2014ottobre 2014novembre 2014febbraio 2015
marzo 2015maggio 2015ottobre 2015giugno 2016ottobre 2016novembre 2016
dicembre 2016gennaio 2017febbraio 2017
mer 05 dicembre 2012  Slittabarca

Al primo geniale e ardito pensatore
per inventare la ruota occorsero ore
Gli serviva un banale fuoristrada
che funzionasse a cavallo e biada
La slitta era fantastica d'inverno
ma senza neve diventava un inferno
D'estate la barca poteva funzionare
ma ci voleva un fiume o un mare
Occorreva una slittabarca capace di rotolare
anche in piena estate e senza fiume né mare
Dentro la sua capanna senza muri né tetto
gli venne in mente d'inventare il carretto
Dietro casa c'era un grosso tronco di pino
destinato ad una fine ingloriosa nel camino
Appena avuta l'idea e senza fare una piega
ne tagliò cinque fette con l'apposita sega
ne fissò quattro alla slitta abbandonata
e la prima carretta era stata inventata
E sai della quinta fetta cosa voleva fare?
La ruota di scorta voleva inventare.

 



Pubblicato da Alessandro C. Candeli (@lec) mer 05 dicembre 2012  Invia un commento all'autore
"Hac re videre nostra mala non possumus; // alii simul delinquunt, censores sumus." (*)

Indirizzo permanente - Al blog più recente -  All'indice alfabetico - Cerca... -   In fondo - All'inizio

Archivio mensile
maggio 2003giugno 2003luglio 2003agosto 2003settembre 2003ottobre 2003
novembre 2003dicembre 2003gennaio 2004febbraio 2004marzo 2004maggio 2004
settembre 2004ottobre 2004novembre 2004dicembre 2004febbraio 2005marzo 2005
aprile 2005dicembre 2005gennaio 2006febbraio 2006marzo 2006aprile 2006
maggio 2006settembre 2006ottobre 2006novembre 2006gennaio 2007febbraio 2007
ottobre 2007novembre 2007dicembre 2007febbraio 2008marzo 2008aprile 2008
maggio 2008agosto 2008settembre 2008ottobre 2008novembre 2008dicembre 2008
gennaio 2009marzo 2009aprile 2009maggio 2009giugno 2009luglio 2009
settembre 2009ottobre 2009novembre 2009dicembre 2009gennaio 2010febbraio 2010
maggio 2010giugno 2010luglio 2010ottobre 2010novembre 2010dicembre 2010
gennaio 2011febbraio 2011marzo 2011aprile 2011maggio 2011giugno 2011
novembre 2011dicembre 2011gennaio 2012febbraio 2012marzo 2012maggio 2012
giugno 2012ottobre 2012novembre 2012dicembre 2012giugno 2013settembre 2013
novembre 2013dicembre 2013gennaio 2014febbraio 2014marzo 2014aprile 2014
maggio 2014giugno 2014settembre 2014ottobre 2014novembre 2014febbraio 2015
marzo 2015maggio 2015ottobre 2015giugno 2016ottobre 2016novembre 2016
dicembre 2016gennaio 2017febbraio 2017
lun 03 dicembre 2012  Scarpine di fata

Le prime scarpine a una bimba appena nata
la tradizione vuole che le porti una fata
ma la fatina gentile e premurosa
che porta alle bimbe le scarpine rosa
dovette stare a letto per una settimana
e per sostituirla si offrì la Befana
così capitò che ai piedi del lettino
i genitori trovarono stivali da bambino
piuttosto sorpresi e un po' contrariati
li relegarono fra gli oggetti ormai dimenticati
fin quando un bel giorno aspettando un bambino
la mamma ricordò quello strambo regalino
così rivolse al cielo una preghiera accorata
nella fervida speranza di essere ascoltata:
"Carissima fata, fatina gentile e premurosa
ti prego non portarmele questa volta la scarpine rosa"



Pubblicato da Alessandro C. Candeli (@lec) lun 03 dicembre 2012  Invia un commento all'autore
"Hac re videre nostra mala non possumus; // alii simul delinquunt, censores sumus." (*)

Indirizzo permanente - Al blog più recente -  All'indice alfabetico - Cerca... -   In fondo - All'inizio

Archivio mensile
maggio 2003giugno 2003luglio 2003agosto 2003settembre 2003ottobre 2003
novembre 2003dicembre 2003gennaio 2004febbraio 2004marzo 2004maggio 2004
settembre 2004ottobre 2004novembre 2004dicembre 2004febbraio 2005marzo 2005
aprile 2005dicembre 2005gennaio 2006febbraio 2006marzo 2006aprile 2006
maggio 2006settembre 2006ottobre 2006novembre 2006gennaio 2007febbraio 2007
ottobre 2007novembre 2007dicembre 2007febbraio 2008marzo 2008aprile 2008
maggio 2008agosto 2008settembre 2008ottobre 2008novembre 2008dicembre 2008
gennaio 2009marzo 2009aprile 2009maggio 2009giugno 2009luglio 2009
settembre 2009ottobre 2009novembre 2009dicembre 2009gennaio 2010febbraio 2010
maggio 2010giugno 2010luglio 2010ottobre 2010novembre 2010dicembre 2010
gennaio 2011febbraio 2011marzo 2011aprile 2011maggio 2011giugno 2011
novembre 2011dicembre 2011gennaio 2012febbraio 2012marzo 2012maggio 2012
giugno 2012ottobre 2012novembre 2012dicembre 2012giugno 2013settembre 2013
novembre 2013dicembre 2013gennaio 2014febbraio 2014marzo 2014aprile 2014
maggio 2014giugno 2014settembre 2014ottobre 2014novembre 2014febbraio 2015
marzo 2015maggio 2015ottobre 2015giugno 2016ottobre 2016novembre 2016
dicembre 2016gennaio 2017febbraio 2017
dom 02 dicembre 2012  L'artista

Tempera con cura la nuova matita
stringila bene fra le tue dita
e la vedrai sulla carta volare
appena ti metti a disegnare.
Se cominci dal riccio del nostro giardino
fagli il musetto a punta e lo sguardo furbino
e disegnali accanto una siepe spinosa
in cui sfuggire alla bestia mostruosa
rappresentata dal nostro placido cagnone
pronto a papparselo in un solo boccone.
Se proprio ti scappa e non puoi farne a meno
mettici pure il sole a palla in un cielo sereno
ma risparmiami almeno la solita casetta
con il tetto aguzzo e la porta stretta.
Disegna qualcosa di buffo, fammi giocare
lo so che sei bravissima, lasciati andare.

Il disegno è di Emilia Gibertoni




Pubblicato da Alessandro C. Candeli (@lec) dom 02 dicembre 2012  Invia un commento all'autore
"Hac re videre nostra mala non possumus; // alii simul delinquunt, censores sumus." (*)

Indirizzo permanente - Al blog più recente -  All'indice alfabetico - Cerca... -   In fondo - All'inizio

Archivio mensile
maggio 2003giugno 2003luglio 2003agosto 2003settembre 2003ottobre 2003
novembre 2003dicembre 2003gennaio 2004febbraio 2004marzo 2004maggio 2004
settembre 2004ottobre 2004novembre 2004dicembre 2004febbraio 2005marzo 2005
aprile 2005dicembre 2005gennaio 2006febbraio 2006marzo 2006aprile 2006
maggio 2006settembre 2006ottobre 2006novembre 2006gennaio 2007febbraio 2007
ottobre 2007novembre 2007dicembre 2007febbraio 2008marzo 2008aprile 2008
maggio 2008agosto 2008settembre 2008ottobre 2008novembre 2008dicembre 2008
gennaio 2009marzo 2009aprile 2009maggio 2009giugno 2009luglio 2009
settembre 2009ottobre 2009novembre 2009dicembre 2009gennaio 2010febbraio 2010
maggio 2010giugno 2010luglio 2010ottobre 2010novembre 2010dicembre 2010
gennaio 2011febbraio 2011marzo 2011aprile 2011maggio 2011giugno 2011
novembre 2011dicembre 2011gennaio 2012febbraio 2012marzo 2012maggio 2012
giugno 2012ottobre 2012novembre 2012dicembre 2012giugno 2013settembre 2013
novembre 2013dicembre 2013gennaio 2014febbraio 2014marzo 2014aprile 2014
maggio 2014giugno 2014settembre 2014ottobre 2014novembre 2014febbraio 2015
marzo 2015maggio 2015ottobre 2015giugno 2016ottobre 2016novembre 2016
dicembre 2016gennaio 2017febbraio 2017
sab 01 dicembre 2012  Globalizzazione


Confezionato in fretta in un lontano paese
giunse in America su di un cargo cinese
esposto sugli scaffali di un mall americano
fu scelto e comprato da un ragazzo italiano
Con lui attraversò l'Atlantico nello zainetto
come simpatico ricordo di un viaggio perfetto
per atterrare a Bologna e trovare un alloggio
una dimora stabile e un solido appoggio
nella casa tranquilla di due signori posati
fino all'arrivo dei loro nipotini scatenati
che lo prendono per il collo senza badare
se rotolando a terra si potrà scheggiare
Questa è l'epopea di un orsetto magnetico a molla
saldamente attaccato al frigo senza adesivo né colla




Pubblicato da Alessandro C. Candeli (@lec) sab 01 dicembre 2012  Invia un commento all'autore
"Hac re videre nostra mala non possumus; // alii simul delinquunt, censores sumus." (*)

Indirizzo permanente - Al blog più recente -  All'indice alfabetico - Cerca... -   In fondo - All'inizio

Archivio mensile
maggio 2003giugno 2003luglio 2003agosto 2003settembre 2003ottobre 2003
novembre 2003dicembre 2003gennaio 2004febbraio 2004marzo 2004maggio 2004
settembre 2004ottobre 2004novembre 2004dicembre 2004febbraio 2005marzo 2005
aprile 2005dicembre 2005gennaio 2006febbraio 2006marzo 2006aprile 2006
maggio 2006settembre 2006ottobre 2006novembre 2006gennaio 2007febbraio 2007
ottobre 2007novembre 2007dicembre 2007febbraio 2008marzo 2008aprile 2008
maggio 2008agosto 2008settembre 2008ottobre 2008novembre 2008dicembre 2008
gennaio 2009marzo 2009aprile 2009maggio 2009giugno 2009luglio 2009
settembre 2009ottobre 2009novembre 2009dicembre 2009gennaio 2010febbraio 2010
maggio 2010giugno 2010luglio 2010ottobre 2010novembre 2010dicembre 2010
gennaio 2011febbraio 2011marzo 2011aprile 2011maggio 2011giugno 2011
novembre 2011dicembre 2011gennaio 2012febbraio 2012marzo 2012maggio 2012
giugno 2012ottobre 2012novembre 2012dicembre 2012giugno 2013settembre 2013
novembre 2013dicembre 2013gennaio 2014febbraio 2014marzo 2014aprile 2014
maggio 2014giugno 2014settembre 2014ottobre 2014novembre 2014febbraio 2015
marzo 2015maggio 2015ottobre 2015giugno 2016ottobre 2016novembre 2016
dicembre 2016gennaio 2017febbraio 2017