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lun 28 febbraio 2011  Smargiasso

 

Parlare ad alta voce e fare chiasso
sembravan essere il suo solo spasso
Non era un genio e neppure un gentiluomo
a malapena lo avresti detto un uomo
Quell'arrogante insopportabile smargiasso

 

 



Pubblicato da Alessandro C. Candeli (@lec) lun 28 febbraio 2011  Invia un commento all'autore
"Hac re videre nostra mala non possumus; // alii simul delinquunt, censores sumus." (*)

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dom 27 febbraio 2011  Il pendolo

Il pendolo è l'orologio più bello del mondo
ha un suono delicato armonioso profondo
non ha un display luminoso lampeggiante
ma un quadrante sobrio ed elegante
Tieni sempre carico il pendolo del nonno

 

Orologio a pendolo

 

La foto, scattata da mezzz'ora, ritrae nella sua austera eleganza il pendolo di mio nonno
che io tengo affettuosamente carico da quarant'anni. Spero che i miei figli e nipoti facciano
altrettanto, quando io sarò cenere dispersa nel mare.

 



Pubblicato da Alessandro C. Candeli (@lec) dom 27 febbraio 2011  Invia un commento all'autore
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sab 26 febbraio 2011  Carciofi

 

Il carciofo è bello da far voglia
e il sapore è nascosto in ogni foglia
e se te lo vuoi proprio gustare
foglia per foglia lo devi succchiare
e... leccati i baffi ad ogni foglia

 

Carciofi romani

 

Ho scattato questa foto nel quadrilatero romano di Bologna il 14/02/2011



Pubblicato da Alessandro C. Candeli (@lec) sab 26 febbraio 2011  Invia un commento all'autore
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mer 23 febbraio 2011  Il sapientone

 

A un sapientone che sapeva tutto
posero un problema che lo lasciò distrutto
doveva dire con estrema precisione
il numero esatto di tutte le persone.
L'insondabile mistero del nulla e del tutto

 

sapientone

 



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mar 22 febbraio 2011  Per favore...

 

...portami dall'altra parte

battello fluviale

 

Su di un piccolo battello fluviale
c'era un uomo ai remi con un grosso maiale
difficile affermare per un forestiero
se fosse merce od un passeggero
Quell'ambiguo traghetto fluviale

 



Pubblicato da Alessandro C. Candeli (@lec) mar 22 febbraio 2011  Invia un commento all'autore
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sab 19 febbraio 2011  Lana caprina

Lana caprina

Per occuparsi esclusivamente di questioni di lana caprina, aveva dovuto sudarsi due lauree in casa e un master all’estero. Definirlo un avvocato mancato era sicuramente riduttivo, ma definirlo in altro modo più pertinente era ancora più difficile.

Fin da ragazzo si era sempre disinteressato alle questioni che accendevano dibattiti o addirittura risse fra i suoi coetanei, mentre s’intrometteva volentieri, seppure in modo molto pacato e sommesso, quando incautamente i suoi amici sfioravano questioni marginali. Era pre-galileano, oltretutto, al punto da perdere improvvisamente interesse ad un argomento, quando gli altri cercavano di risolvere i dubbi per via sperimentale o, quanto meno, cercavano di addurre prove inconfutabili e tangibili.
Era il tipo, insomma, che avrebbe voluto intrattenersi in modo esclusivamente teorico su problemi astratti, possibilmente irrilevanti, agli occhi dei più

Per esempio: gli abitanti dell’emisfero boreale, se destrimani, peleranno le mele girando attorno al frutto nella direzione opposta ai destrimani dell’emisfero australe?
Gli orsi, durante il letargo sognano, o il sonno letargico li porta ad una inconsapevolezza maggiore di quella raggiunta durante il normale, breve sonno notturno estivo.

L’idea di chiedere direttamente ad un orso, non lo sfiorava neppure, ma non per le oggettive difficoltà di porre domande e ricevere chiare risposte. In ogni caso, avrebbe preferito elaborare una tesi fondata su ipotesi e deduzioni concatenate in un groviglio di enunciazioni e contro-deduzioni che nessuno avrebbe potuto seguire per più di qualche minuto, anche se ne avesse avuta la pazienza.

Con la sicura competenza in inglese, arabo e cinese, oltre che nella lingua madre, non era riuscito a trovare uno sbocco professionale adeguato e soltanto abbassando, un gradino alla volta, le sue pretese, aveva finalmente trovato un impiego stabile. Serviva le minestre calde, in piedi dietro al bancone di un confortevole self-service, battuto da turisti di ogni parte del mondo, accontentandosi di chiedere in più lingue e con molto garbo: “Gradisce il formaggio, signore?”.

Le ragioni teoriche che inducevano la numerosa ed eterogenea massa di clienti a propendere per il sì o per il no si erano rivelate così imprevedibili e complesse che continuavano, da anni, ad impegnarlo appassionatamente nell’elaborazione di una teoria esplicativa e, probabilmente, avrebbe potuto almanaccare per il resto della vita senza rischiare di trovare una banale risposta definitiva.

Habeat corpus.



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Vegetariano

 

Conoscevo un cannibale alquanto strano
ch'era diventato un autentico vegetariano
Dopo avervi bollito anche una moglie
ora nel paiolone metteva solo foglie.
Quel sensibile cannibale in bombetta e pastrano

 



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mer 16 febbraio 2011  Voglia di primavera

 

via Clavature Bologna

 

E' bastata una breve tregua del freddo e del maltempo perché siano fioriti per le strade, con qualche cautela, i tavolini all'aperto, manifestando la voglia di primavera che ci prende alla fine di ogni inverno. I bicchieri luccicano invitanti, anche se le fiamme accese e i cappottini rivelano che la temperatura non è proprio mite. Il messaggio è: coraggio primavera: vieni, ti aspettiamo!

Personalmente preferisco ancora sedermi all'interno, anche se non posso fumare la pipa. Ad ogni modo, oggi, avevo un programma diverso. Dopo la solita sosta nella biblioteca della Sala Borsa, sono tornato con calma a Palazzo Fava in via Manzoni in un'ora morta di un giorno feriale qualsiasi. Infatti le sale erano semi-vuote, i custodi ai vari piani con cui mi sono intrattenuto, cordiali e gentili e... purtroppo, non posso tacere che quasi tutto il resto mi ha deluso.
Cominciamo col dire che non si può fotografare, whypicché? Negli altri edifici del Gruppo Genus Bononiae, gli splendidi San Giorgio in Poggiale e San Colombano si può benissimo, giustamente, come dimostrano le mie foto che puoi vedere cliccando sui due link precedenti.
L'aspetto più positivo è la qualità del restauro del palazzo: bello. Gli affreschi ed i preziosi soffitti del piano nobile sono bene restaurati e bene illuminati, mentre i numerosi dipinti di scuola bolognese delle collezione Carisbo (la Cassa di risparmio di Bologna) sono quasi al buio e quasi illeggibili, come se non meritassero uno straccio d'illuminazione per loro. Incomprensibile.

Ancora peggiore, forse, è le qualità delle foto a colori contemporanee che affiancano, ripetendone il soggetto, le belle foto storiche in bianco e nero di Bologna durante la prima metà del secolo. Per un vecchio bolognese, come me, le foto storiche sono quanto meno interessanti se non addirittura belle, in qualche caso. Per quale perversa ragione abbiano affiancato a questi cimeli fotografici pessime foto a colori contemporanee, brutte o, in taluni casi, inguardabili è un mistero. C'è una foto buia dell'inizio di Strada maggiore che neppure il turista più frettoloso avrebbe mai stampato, scartandola subito come foto mal riuscita.
Sono uscito dalla mostra costernato.

Ho scattato la foto il 13 febbraio 2011 in via Clavature, nel quadrilatero romano di Bologna



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mar 15 febbraio 2011  Che palle!

 

Che palle

 

Autoritratto ricorsivo "con la testa nel pallone" scattato nella galleria Cavour di Bologna il 13/02/2011



Pubblicato da Alessandro C. Candeli (@lec) mar 15 febbraio 2011  Invia un commento all'autore
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lun 14 febbraio 2011  Uomini e dei

Non dare retta a Nettuno, continua a suonare che ci fai piacere

 

suonatore

 

Basta un uomo-banda con l’imbuto in testa
per portare in piazza un aria di festa
due piatti un tamburo e un piccolo manzetto
sono un trio di strumenti pressoché perfetto
per riscattare una giornata mesta

Le foto del dio e dell'uomo sono state scattate ieri in piazza Maggiore a Bologna



Pubblicato da Alessandro C. Candeli (@lec) lun 14 febbraio 2011  Invia un commento all'autore
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ven 11 febbraio 2011  Automa pianista

piano meccanicoOggi sono tornato per la seconda volta a visitare la graziosa mostra di strumenti musicali meccanici (collezionati dall'industriale romagnolo Marino Marini), allestita a Bologna in via Farini nel portico di fronte alla "Cassa di risparmio di Bologna" che ha curato l'allestimento dell'esposizione.
Mi ero portato la fotocamera e ho fotografato tutto quello che c'era da fotografare, con la collaborazione gentile della giovane custode che mi ha aiutato a rimuovere temporaneamente i nastri distanziatori che mi avrebbero impedito una decente ripresa degli strumenti.
Clicca qui o sulla foto per vedere le foto in forma di show.
Nel tornare a casa, camminando lungo i portici che percorro quotidianamente sovrappensiero, ho pensato questo limerick sull'evento più significativo della giornata: un concerto jazz dell'automa, seduto al piano meccanico, che vedi qui accanto.

C'era un vecchio pianista di modesto talento
che con un piano meccanico diventò un portento
Gli bastava fingere di muover le mani
per eseguire al meglio tutti i brani
Quell'impareggiabile concertista di talento

 

 

 

 

 




Pubblicato da Alessandro C. Candeli (@lec) ven 11 febbraio 2011  Invia un commento all'autore
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gio 10 febbraio 2011  Mai visti prima

 

Mandria di bufali

 

Per esser vero, è vero. Almeno così dicono, ma crederci proprio del tutto è un'altra storia.
Li hanno visti passare a due a due, ma era già buio e i lampioni non erano ancora accesi. Non proprio a coppie, dicono, ma a gruppetti piccoli, insomma, e dalle nostre parti tanti così non se ne erano mai visti, a sentire i vecchi.
Le tracce del passaggio erano confuse, pare, molto ambigue soprattutto, ma ormai di cacciatori capaci di distinguere esattamente le orme ce ne sono pochi, diciamo pure nessuno.
Hanno detto che, di sicuro, non erano cani grossi e pesanti... e neanche elefanti, avrebbero potuto aggiungere. Insomma dai nostri segugi non si è cavato un bel niente e anche dai falchi, quelli che dicono di averli visti con i loro occhi, non si è saputo molto di più.
Tutti concordano nel dire che erano molti, ma anche questo cosa significa? Quanto è molti? Dieci, cento, mille, migliaia? I più non si sbilanciano con un numero, salvo quelli che le sparano grosse per farsi ascoltare.
Il primo che ha azzardato "una ventina" è stato subito superato da un altro che aveva sempre taciuto e solo allora s'è fatto uscire il fiato per dire: "No, no, di più, molti di più". Da quel momento è partita l'asta... 50... 100... anche di più...
Insomma, se ti dovessi dire che, dopo tutto quel baccano, si è raggiunta una conclusione almeno sul numero, anche molto approssimativa, non mi azzarderei a farlo.
Ma poi, perché delle bestie mai viste prima avrebbero dovuto passare proprio qui da noi, quasi in mezzo al paese e poi sparire nel nulla in un fiat, come dei fantasmi?
Migrazione, ha detto qualcuno, ma ti convince? Le migrazioni, ci hanno sempre insegnato, che si ripetono periodicamente, magari anche in modo quasi indecifrabile, come le anguille che nessuno hai mai capito perche dal golfo del Messico ci mettano una vita per tornare a farsi infilzare dai fiocinini a Comacchio, come dire nel buco del culo del mondo.
E se non è una migrazione regolamentare, cosà è? Una fuga? Ma da cosa o da chi scappano? Un nemico nuovo, anche lui spuntato da chissà dove, che li ha costretti a scappare per mettersi al sicuro? Ma lasciamo pure andare il donde vengono e il dove vanno, ma siamo proprio sicuri che ci fossero? Ma?

 



Pubblicato da Alessandro C. Candeli (@lec) gio 10 febbraio 2011  Invia un commento all'autore
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mer 09 febbraio 2011  Liutaio a Bologna

In piena zona universitaria, accanto a bar, caffè, ristorantini, pizzerie e simili c'è ancora una bottega di liutaio dove si fabbricano violini, viole e violoncelli.
E' un'autentica bottega che si apre su via delle Belle Arti con due ampie vetrine ingombre di pezzi, di strumenti e di prodotti per la costruzione tradizionale degli strumenti.
Guardando dentro, attraverso le vetrine in cui si specchiano vecchie case, si può vedere il liutaio al lavoro.
Quando passo di lì, mi fermo sempre volentieri a guardare il disordine fattivo di quelle vetrine polverose, piene di barattoli, lime e pennelli per riposare gli occhi dalle onnipresenti stucchevoli manequin di cartapesta vestite all'ultima moda che hanno invaso la città sostituendosi a fabbri, falegnami, cestai, forni, ferramenta...

 

VIOLINI

 

Foto scattata (e liberamente rielaborata) il primo febbraio 2011 in via delle Belle Arti a Bologna



Pubblicato da Alessandro C. Candeli (@lec) mer 09 febbraio 2011  Invia un commento all'autore
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lun 07 febbraio 2011  San Colombano - strumenti musicali

Approfittando della venuta a Bologna di cari amici che accompagnavano un ospite catalano, abbiamo ripercorso il centro della città, soffermandoci su alcune delle perle restaurate di recente, a partire da palazzo Fava con la sua collezione di dipinti della scuola bolognese, aperto al pubblico da un paio di giorni.
I due piccoli tesori che inevitabilmente hanno riscosso il maggior favore, tuttavia, sono stati la rasserenante biblioteca di testi di arte di San Giorgio in Poggiale e la collezione di strumenti antichi a tastiera del famoso organista Tagliavini che io ricordo per le sue esecuzioni bachiane al poderoso organo di Santa Maria dei Servi, quando ancora frequentavo l'università e non mi perdevo un concerto in cttà per nessuna ragione.

Di questa collezione di strumenti, esposti nel restaurato San Colombano in via Parigi, presento una serie di foto che ho caricato sul mio sito fotografico presso Flickr che potrai vedere in forma di presentazione cliccando qui o sulla foto qui sotto

San Colombano - Bologna

 

 



Pubblicato da Alessandro C. Candeli (@lec) lun 07 febbraio 2011  Invia un commento all'autore
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sab 05 febbraio 2011  Pipa limerick

 

 

 



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gio 03 febbraio 2011  Puntuali, sono riapparse le sfrappole

 

 

sfrappole

 

Da noi si chiamano sfrappole e rimangono il simbolo gastronomico principe del carnevale che,
se non allegria per tutti, ci porta la speranza del ritorno, ormai prossimo, della primavera

foto scattata in piazza Aldrovandi a Bologna il primo Febbraio 2011

 



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